lunedì 1 luglio 2013

Aforismi nietzscheani - 3

      Nella mia ricerca di fantastici aforismi di Friedrich Nietzsche, oggi propongo questo: "Gli uomini passano per essere crudeli, le donne invece lo sono. Le donne sembrano sentimentali, gli uomini invece lo sono".
      La mia personale passione per il grande filosofo tedesco nasce intorno ai 14 anni, praticamente subito dopo la pubertà, quando comincio a rendermi conto di essere un soggetto totalmente estraneo al mondo in cui gli è capitato di vivere. La mia diversità mi angustia al punto che devo assolutamente trovare risposte, prima di precipitare nella disperazione più totale. Ecco che a quel punto le mie letture, già sempre intensissime fin da 6-7 anni di età, cambiano di oggetto: non più la storia in generale e la storia militare in particolare, ma la filosofia e soprattutto Nietzsche.
      Nietzsche è colui che mi prende per mano e che mi trova un posto nel mondo, prima che la mia disperazione diventi follia. Nietzsche è colui che mi spiega e mi fa comprendere la mia diversità, è colui che mi trova le risposte, che mi fa capire perché soffro come un cane, perché quella che mi dicono essere vita per me è così vuota di vita da sembrare morte, rinuncia, repressione, costrizione.
      Da allora il mio rapporto con il grande filoso tedesco non è mai cessato e ancora oggi, quando nel centro di Torino passo sotto l'iscrizione che indica il punto dove egli fu colto dall'ultimo e decisivo attacco di follia, penso che, se c'è un motivo per cui io abito in questa città, quello potrebbe consistere nel rendergli sovente omaggio.
       L'aforisma che ho citato all'inizio del post l'ho sperimentato sulla mia pelle, per tutta la mia vita. Non tanto sul versante della crudeltà, perché quello mi avrebbe preoccupato relativamente poco, quanto sul versante della mancanza di sentimento. Non ho mai conosciuto una donna realmente definibile come sentimentale, mentre ho conosciuto decine di maschi. Non ho mai conosciuto una donna che nemmeno riuscisse a comprendere la concezione maschile di sentimento, senza che non ne uscisse fuori qualche giudizio lapidario relativo al nostro infantilismo, al nostro sciocco idealismo, alla mancanza di senso pratico, e via vaneggiando.
        Per tanto tempo, almeno fino ai 35 anni, ho sperato che avrei potuto incontrare una donna realmente sentimentale, realmente romantica come noi uomini, poi la maturazione mi ha tolto quella tenue speranza. Oggi la considero la chimera delle chimere, non sogno più granché e, a scadenza ricorrente, resto vittima della "gioiosa crudeltà femminile". Mi aiuta il fatto di aver perduto ogni speranza. Il prossimo passo che devo compiere, ma che ancora esito a fare, perché sono un eterno illuso, è trovare definitivo rifugio nei rapporti mercenari, dove almeno l'equilibrio tra domanda e offerta è chiaro e privo di infingimenti. Ma sono un illuso, un romantico illuso, e spero sempre di trovare una donna che smentisca tutto questo. Non per nulla passo di catastrofe in catastrofe.
 
                                   Piero Visani

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