martedì 31 gennaio 2017

Gli adempimenti

     Nel "migliore dei mondi possibili", la vita è tutta un adempimento. Sono sufficientemente avanti con gli anni per ricordarmi non solo di un'infanzia, ma di una giovinezza e da un discreto periodo di maturità non funestato, come da non meno di una decina di anni a questa parte, da adempimenti di ogni genere.
       Il ruolo dello Stato, nel corso della mia vita, si è ampliato in maniera esponenziale e ora tutto ciò che faccio è condizionato, in misura massiccia, da questa avida carogna che pesa sulla mia schiena (e non solo sulla mia, ovviamente).
        Che nessuno abbia notato questa deriva liberticida mi pare strano, che nessuno vi si sia scagliato contro mi appare ancora più strano, che si dia tutto per scontato e in fondo accettabile introietta nel mio animo un dolore sordo e una collera totale, che non lascio sfogare ma faccio attentamente lievitare sperando di liberarla, nel più terribile dei modi, quando sarà necessario farlo.
       Giro per la città, frequento uffici, vedo persone impegnate nelle sordide attività cui ci tengono incatenati politici, burocrati, banchieri, economisti. Non vedo segni di ribellione, solo di accettazione. Nessuno che paia rendersi conto che il "migliore dei sistemi possibili" è anche il più totalitario, quello che non ammette eccezioni e/o contestazioni, perché ovviamente è così e così deve essere.
       Non sentire il mio orrore condiviso mi ispira un po' di fastidio, ma poi rifletto e mi chiedo: "che cosa c'entra tutto questo con me? Che cosa ho io a che fare con queste cose? Sono "costretto come dita dei piedi" e sento bande di dementi che mi dicono che sono libero come non sono mai stato. No, miei cari, non è propriamente così. Ho conosciuto momenti e vite molto più liberi di questa, dove potevo essere me stesso senza sprecare il mio tempo ad assolvere adempimenti, a sacrificare vite e patrimoni alla sordida ingordigia di bande politico-criminali".
       Poi, prima di ritirarmi nel mio eremo, fuori dal mondo e lontano dagli uomini, sorrido amaro ma sereno: "non dovrò sempre subire, mi vendicherò. Se non riuscirò a farlo in questa vita, lo farà qualcuno per me nel corso dei secoli". Ho un senso molto stratificato del tempo ed allevo eredi, ben immersi nell'unico brodo primordiale che valga due soldi, quello dell'odio. Ora teniamo il coltello dalla parte della lama, ma non sarà sempre così e pregustiamo già le prelibatezze (per noi, e solo per noi) del cambio.

                      Piero Visani



Sbarchi


       Una buona dose di italiani NON riesce più a sbarcare il lunario, ma scopre a sue spese che, nel sistema mediatico nazionale, gli unici sbarchi che contano sono:
a) quelli dei migranti;
b) quelli negli Stati Uniti.
       Suppongo - sono in versione buonista - che una ardita metafora come "sbarcare il lunario" sia eccessivamente difficile da comprendere, per il livello medio dei pennivendoli nostrani. Altrimenti anche quello sarebbe uno "sbarco", come tale meritevole di attenzione...

                           Piero Visani

La "ripresina"


       Clienti un tempo affidabilissimi e puntualissimi mi chiedono di continuo dilazioni; altri spariscono, insalutati ospiti; altri ancora chiedono rateizzazioni. Nessuno pare avere più molta liquidità. E non parlo di clienti sconosciuti e saltuari, ma di gente con cui, nel corso del tempo, si erano stretti soliti legami fiduciari.
       Forse - scrivo forse - c'è un po' di crisi e scarsa ripresa, ma non vorrei in qualche modo macchiare il quadro idilliaco disegnato dai media italiani con la complicità dei cittadini ossequenti, schiavi e pecoroni.
       Sicuramente, dopo la prossima tornata di tasse e gabelle, andrà meglio... E' andata meglio tante volte in passato, non vorrete mica che vada male questa volta?
       L'ottimismo è il sale della vita. Mangiato e bevuto da solo, il sale è un'ottima arma letale, anche...

                                 Piero Visani

lunedì 30 gennaio 2017

Ingressi

       L'unica volta in cui sono entrato liberamente negli Stati Uniti è stato il 26 giugno 1988, domenica, all'aeroporto JFK di New York. Ero stato invitato negli USA nel quadro dell'International Visitor Program del Dipartimento di Stato e all'aeroporto c'era un funzionario del medesimo, con tanto di cartellino dei cognomi ben esibito, ad attendere me e il mio compagno di viaggio.
       Il JFK era intasato di masse di persone in attesa di poter entrare nel Paese, per cui ricordo bene che, dopo averci fatto imboccare la corsia VIP, superammo una quantità incredibile di gente in attesa suppongo da ore, la quale gratificò me e i miei due compagni di una serie di sguardi dove l'invidia (poca) si mescolava all'ostilità (tanta) e all'odio (ancora di più).
       Sapevo che l'ingresso negli USA, neppure all'epoca, era cosa facile. Solo pochi anni prima, mia madre, in transito all'aeroporto di Houston di ritorno da un viaggio in America Latina, era stata bloccata dalle autorità di frontiera per problemi relativi al suo visto, e tenuta per un po' in camera di sicurezza, non vi dico in quale compagnia all'interno della medesima.
      Quello con scorta del Dipartimento di Stato fu l'unico mio ingresso negli USA senza problemi, anzi con scappellamento da parte delle autorità di frontiera.
        Poi ci fu un ingresso nell'agosto 2000, in auto da Montréal verso New York, in cui le guardie di frontiera si divertirono a notare quante schede di ingresso mia moglie riuscisse a sbagliare, senza compilarle giuste (credo però che non avesse scritto "sì" alla domanda: "Lei ha partecipato all'Olocausto del popolo ebraico?"), finché una guardia dall'aria paciosa e parecchio avanti con gli anni, si incaricò di compilargliela al posto suo, ridendo a crepapelle.
        Tuttavia, basta guardare la data, era circa un anno prima dell'11 settembre. Dopo quella data epocale, tutto è cambiato e i miei non pochi ingressi negli USA furono tutti caratterizzati da problemini di varia natura. Uno - all'aeroporto Logan di Boston - mi vide alla prese con una guardia di frontiera che non sapeva assolutamente l'inglese, in quanto ispanico di recente immigrazione, e che si inalberò terribilmente quando io ebbi la pessima idea di favorirlo mescolando al mio inglese modesto alcune parole in lingua spagnola. Colpito nella sua (nuova) identità nazionale, divenne una belva e si placò solo quando vide, esaminando le varie pagine del passaporto, che ero stato almeno una volta negli States con visto VIP.
       Tutto questo per dire che, anche prima di Donald Trump, entrare negli Stati Uniti è sempre stata una mezza scommessa, frutto di lunghe code in aeroporto e della possibilità di suscitare o meno simpatia nelle guardie di frontiera. Sono bianco e con tratti europei, e mia moglie e mio figlio pure, ma mi immagino cosa possa essere successo e succedere a soggetti con tratti somatici diversi, magari mediorientali.
       L'ossessione securitaria, in una parola, non l'ha inventata Trump, per quanto possa averla più o meno legittimamente accentuata, ma chi conosce i controlli di frontiera USA, specie se ne ha dovuti affrontare parecchi, sa che cosa intendo dire.

                     Piero Visani





Spezzeremo le reni all'UE!!

       Era cominciata così, con i soliti toni reboanti [gli eventuali editors sono vivamente pregati di non correggermelo in "roboanti", perché deriva dal latino "reboare"; ergo astenersi, grazie!] tipici di tutte le campagne di guerra italiane: "l'Italia sarà capofila della rivolta contro l'assurdo fiscalismo dell'Unione Europea!", "Mai più tasse!", "Abbasso il rigore che penalizza e impedisce la crescita!".
       Tutto questo fino a che c'era da conquistarsi la fiducia di qualche "anima bella" e di qualche soggetto molto ma molto ingenuo; fiducia magari alimentata da una di quelle "mancette" che fanno ulteriormente lievitare il deficit di bilancio.
       Dopo di che, gli "antemarcia della Rivoluzione italiana" sono partiti verso l'odiata capitale del nemico, Bruxelles, per portare il "verbo" e fare a pezzi i fanatici rigoristi della comunità. Questi ultimi, nel loro fanatismo, se ne sono bellamente fregati dei proclami dei nostri "politici" e li hanno messi di fronte all'evidenza delle cifre: "sì, avete avuto terremoti, disastri naturali, nevicate massicce, ma che cos'è qualche morto di fronte al pagamento dei debiti contratti?". L'anima liberal-capitalista, quando la solleciti, è molto poco liberale e tanto, tanto capitalista, e chiede solo ciò per cui vive: il denaro. Il resto non le interessa minimamente. La sua anima, ammesso e non concesso che ne abbia una, è fatta di banconote ordinatamente ammucchiate.
       Passare dal terreno dei proclami a quello dello scontro propriamente detto è terribilmente difficile, specie per chi è consustanzialmente bugiardo e vile, e così il capofila di questa "rivolta ideale" è progressivamente rientrato nei ranghi, ma ha cominciato a far sapere ai connazionali sudditi/schiavi che beccarsi una "procedura d'infrazione" dall'UE sarebbe, in questo momento, "estremamente dannoso" ed eccoli lì, come sempre, raccolti su un ideale ponte di Perati a sventolare non la mitica bandiera nera della celeberrima canzone alpina, ma la più tradizionale "bandiera bianca" italica, à la Franco Battiato...
       Senza neppure un milligrammo della simpatia di Terence Hill o del povero Bud Spencer, i nostri "eroi" - come sempre - "partirono preti e tornarono curati"... E ancora più "curati" saremo noi, con l'aumento di Iva, tasse e accise, "comunque in misura tale da non incidere sulla ripresa che, pur debole, comunque chiaramente si intravede" (tra l'altro, queste frasi di regime non cambiano MAI; credo che non sia casuale: gli italiani amano molto essere torturati da un aguzzino noto, piuttosto che non esserlo proprio, è una forma di masochismo di massa).
       Dunque la "guerra" contro l'UE è già finita e - come ebbe a dire Piro, re dell'Epiro - "ancora una vittoria così e saremo perduti!". In realtà, noi italiani perduti, e in via definitiva, lo siamo già da tempo e, mentre cominciamo a fare i conti con la nuova bordata di tasse e gabelle, possiamo tranquillamente pensare che "ancora una settantina di manovre come questa e pagheremo dell'IVA posta su un bene lo stesso ammontare del costo del bene stesso", vale a dire che, se il bene dovesse costare 100, noi lo pagheremo quell'importo più altri 100 di Iva: totale 200. E vedrete quale ripresa dei consumi ci sarà, lungo questa direttrice di deliberato massacro, mentre sta già chiudendo anche un discreto numero di punti vendita della Grande Distribuzione Organizzata.
      Tuttavia, non bisogna dimenticare che alla maggioranza degli italiani tutto questo sta bene e che gli oppositori - almeno quelli che sono stati a lungo al governo - quando erano in carica eseguivano alla lettera gli ordini di Bruxelles, dopo essere scattati sull'attenti e aver detto che il guano che da colà arrivava era un cibo "ottimo e abbondante"... E tuttavia, un discreto numero di coglioni pare credere alle patetiche affermazioni di soggetti che sembrano usciti (invero assai male) da qualche comparsata ne "I Cesaroni".
      Ma ora basta: è suonato l'appello alla "responsabilità e al rigore" e dobbiamo presentarci all'adunata, insieme ai responsabili dello scandalo MPS, a quelli della Banca Etruria, alla casta e a decine di migliaia di altri. E a parlare CON SERIETA' E SUSSIEGO dell'italica crisi. Quest'ultimo aspetto è quello che mi diverte di più: parlare con serietà e sussiego di una macroscopica cialtroneria di massa. Su, dai, "facciamoci del male!".

                         Piero Visani



domenica 29 gennaio 2017

Attuare i programmi!

       Donald Trump sta attuando celermente il suo programma elettorale, dando scandalo a un mondo per nulla abituato all'attuazione dei programmi, ma solo al fatto che essi vengano enunciati per essere disattesi.
       Anche in Italia, tuttavia, i governi sono molto attenti all'attuazione dei programmi, specialmente quando si tratta di tassare, aumentare l'IVA, imporre accise, creare nuove gabelle, etc. etc. etc. Nulla di tutto questo serve, il Paese è già morto e sepolto, ma la nostra classe dirigente ha ancora bisogno di soldi per sopravvivere ancora un po' e dunque via all'ennesimo, inutile giro di tassazioni varie. Non sono serviti quelli precedenti, non servirà questo, anche perché sono solo 25 anni che non servono... Non servono tasse per un Paese la cui classe dirigente ha sempre e solo bisogno di soldi, mentre lascia tranquillamente morire i cittadini di freddo, fame, valanghe, disoccupazione, omissioni, burocrazia, furti, ruberie etc. etc. Ma agli italiani va bene così, dunque sia fatta la volontà del popolo sovrano. Dopo tutto, non è la prima volta nella storia che un popolo decide il proprio suicidio in massa. E' già successo, succederà ancora. Amen.

                                 Piero Visani

Oportet ut scandala eveniant

       E' scandalo: in 7-8 giorni, Donald Trump ha imposto una svolta decisionista alla politica statunitense che ha mandato letteralmente in bestia i suoi oppositori, abituati alle promesse di cambiare il mondo, di rendere tutti più buoni e più ricchi, alle impegnative dichiarazioni formali che, tanto più sono solenni e impegnative, tanto più lasciano il tempo che trovano, al più dopo aver provvisoriamente lavato coscienze notoriamente sporchissime.
       Dove sta la novità, e perché risulta tanto dirompente? Non solo in quello che il neo-presidente USA decide, ma nella rapidità e nella vigoria con cui lo decide. E' ovvio che si può essere d'accordo o meno; è ovvio che si può essere anche molto ostili al contenuto delle sue decisioni, ma esse ci sono e sono a raffica.
       Nel nostro Paese, la decisione è qualcosa di assolutamente sconosciuto: il governo Renzi viene sotterrato 60 a 40 al referendum costituzionale e l'unica "decisione" che ne scaturisce è la sua riconferma... Un cittadino molto allarmato per una situazione di emergenza telefona in prefettura per dare l'allarme e gli viene risposto di non agitarsi, che tre ore prima non c'era alcuna emergenza nel luogo da lui indicato come potenzialmente disastrato (com'è noto, le emergenze hanno tempi lentissimi e poi magari in prefettura era l'ora della pausa caffè...).
        Dove e quando decisioni vengono prese, però, ad esse ci si attiene anche quando hanno palesato tutta la loro inefficacia, fino al punto in cui la decisione stessa si trasforma in accanimento terapeutico. Basti pensare al caso UE: sono circa 25 anni che i burocrati dell'Eurolager stanno somministrando alla parte del Vecchio Continente che vive sotto le loro avide grinfie una medicina totalmente sbagliata. Il paziente è già morto e sepolto, ma essi continuano con le loro medicine assurde, idiote e fallimentari, perché una decisione a suo tempo è stata presa, ed a quella occorre assolutamente attenersi. Mi è capitato di rivedere di recente un film sugli ultimi giorni di Hitler nel bunker della Cancelleria e ho notato la medesima ostinazione cieca, il rifiuto di vedere la realtà, la volontà di andare avanti anche a dispetto dell'evidenza dei fatti. Certo, la situazione era molto diversa, ma la sensazione che provo è che non sia la decisione ad essere criticata, ma le singole decisioni di un presidente che palesemente non sta simpatico all'establishment internazionale. Le decisioni di Trump, infatti, possono essere giuste o sbagliate, ma vengono subito dopo la sua ascesa in carica. E' lecito supporre che, se valutate errate, saranno cambiate. Le decisioni dell'Unione Europea, per contro, è già chiarissimo che sono sbagliate e mortifere, ma quelle NON si cambiano, sono intoccabili.
      La domanda vera da porsi sarebbe quindi: ma come mai tutto quello che fa il presidente USA, supportato dal voto popolare, è sbagliato, mentre tutto quello che fanno gli eurocrati, mai eletti da alcuno, è giusto? E' la domanda chiave: alcuni Paesi - come Grecia e Italia - sono morti, a seguito di tali decisioni, mentre altri, come Francia e Spagna, se la passano piuttosto male. Vuoi vedere che ci sono le decisioni che piacciono a me che si possono prendere, anche se mortifere, mentre quelle che piacciono a te, pur se potenzialmente salvifiche, fanno orrore sempre e comunque, perché sono tue?
       Come direbbe Voltaire: "Oh Libertà, quanti delitti si commettono in tuo nome!

                                   Piero Visani






sabato 28 gennaio 2017

Il mondo sta andando alla rovescia


    Leggo su qualche bella rivista patinata d'oltreoceano che i "democrats" stanno cominciando a criticare Trump per "istigazione alla lotta di classe". Sarà per la fantastica frase su "The Carnage stops here, and now", cioè per la frase che segnala la sua volontà di porre fine alla macelleria sociale con cui il sistema dominante ha fatto a pezzi proletariato e media borghesia negli USA.
       Ovviamente, se un presidente americano istiga alla "lotta di classe" e per di più è amico di Putin - che dite? - arriverà una richiesta di impeachment per "comunismo manifesto"...?
       Affinare l'analisi, no, eh? Chiedere a certi cervellini di uscire dal Novecento quando siamo già nel 2017 è pretendere troppo, vero?
       Il problema americano, a mio giudizio, non è Trump. E' il cretinismo assoluto dei suoi avversari politici. I quali, continuando così, non avranno altra scelta che ripiegare su un Mannlicher Carcano modello 1891. Non è una soluzione delle più umane, ma funziona e, se funziona a vantaggio dei "democrats", deve essere "buona", in qualche modo. Ciò che fanno i "buoni" è sempre "buono"...

                         Piero Visani

Banastre Tarleton (1754-1833)


       Ho una personale adorazione per i personaggi che godono di "pessima fama". Avendone conosciuti alcuni, ovviamente meno indietro nel tempo, che godevano "ottima fama" e avendo sperimentato sulla mia pelle quanto quest'ultima fosse immeritata, tale adorazione mi è rimasta. Appena qualcuno viene presentato come un soggetto "criminale e criminogeno, sanguinario, violento, etc.", attira subito il mio interesse.
       Nel caso di specie, siamo di fronte ad un alto ufficiale dell'esercito britannico, divenuto inviso agli americani, al tempo della loro rivolta contro il dominio coloniale (1776-1783), per il fatto che era un ottimo ufficiale di cavalleria, assai abile anche nelle azioni di controguerriglia. Da lì a farne un "massacratore", il passo è stato breve, anche se la ricerca storica più recente ne ha fortemente ridimensionato le (presunte) malefatte. Non deve aver letto questi studi Mel Gibson, che nel suo film "Il Patriota" ne tratteggia il profilo nel peggiore dei modi possibili.
       Come sempre, la discriminante - su temi del genere - è semplicissima: quella guerra l'hai vinta o l'hai persa? Tarleton la perse, dopo averla combattuta piuttosto bene, pur senza fare sconti al nemico. A quel punto, per lui l'ascesa al "paradiso degli eroi" era impossibile. Gli è toccata invece la "discesa agli inferi" dei perdenti. Sono andato a trovarlo lì. Ho un naturale orrore per i "buoni" e ancor più per i presunti tali...

                         Piero Visani



venerdì 27 gennaio 2017

Leggi della comunicazione


       Se voglio pormi in senso contrario al "mainstream", non dovrò mai farlo tutto in una volta, ma per gradi, cominciando ad evidenziare le non poche aporie del sistema e del pensiero dominanti. Posso distribuire legnate - se mi riesce - a livello politico, ma a livello metapolitico occorrono condotte più sottili. Si devono mostrare le palesi contraddizioni del pensiero unico e, distaccandosene per gradi, arrivare ad una progressiva delegittimazione del medesimo non per contrasto, ma per manifesta incoerenza. Semplice, no?
       Per fare un esempio: non si può pretendere che un Paese di cultura pacifista diventi militarista nel giro di qualche giorno. E' necessario cominciare con l'evidenziare le notevolissime contraddizioni del pacifismo (spesso assai amante delle guerre che gli fanno comodo), per arrivare a delegittimarlo per gradi. Niente "lune nel pozzo"; semmai, spargere in quel pozzo abbondanti dosi di veleno...

                               Piero Visani

Maledetta iconoclasta!

       "Vogliamo prosperità per i nostri popoli", ha affermato Theresa May nel corso del suo incontro con Donald Trump.
       Ma come ha osato, ma come osa? A una leader europea, peraltro neppure ancora sostanzialmente uscita dall'Eurolager, certe dichiarazioni non sono ammesse: qui si può parlare solo di sangue, sudore, lacrime, tasse, sacrifici e rispetto dei parametri. Un'esistenza che non sia da ragionieri e bottegai germanici non è ammessa.
       Se - come ha scritto Zygmund Bauman - la burocrazia sta alla base della maggior parte degli orrori della modernità, oggi, "Giorno della Memoria", è forse il modo migliore per ricordare che gli orrori delle burocrazie non sono cessati nel 1945, anzi sono "brillantemente" continuati, con un minimo di affinamento su come distruggere vite e persone. 
      
                                     Piero Visani





giovedì 26 gennaio 2017

La tattica dell'infiltrazione


       Sto scrivendo il capitolo sulla Prima Guerra Mondiale del mio prossimo libro "Storia della guerra", ma - come spesso mi capita - tendo a innamorarmi delle parti che piacciono a me, come ad esempio quelle dedicate alle "Sturmtruppen" (non quelle di Bonvi...) e alla tattica dell'infiltrazione.
       Sono un maniaco di tattica, anche nello sport. E' con la tattica che si possono risolvere situazioni spinose; è con la tattica che si possono mettere in difficoltà avversari molto più forti, almeno sulla carta.
Così oggi pomeriggio ho fatto una "full immersion" sul tema. Puro divertimento. Sono sempre stato inattuale, ora anche postumo.

                         Piero Visani




Scherza con i "Trampi" ma lascia stare i santi (laici)... - 2


       Pare che il presidente Trump intenda continuare con le pratiche non propriamente adamantine della CIA e organizzazioni similari. Scelta pessima, la sua, e assolutamente deplorevole. Tuttavia sorge un quesito alquanto inevitabile: ma è lui l'uomo che avrebbe inventato le "extraordinary renditions", il "waterboarding", Guantanamo, e tutto quello che è venuto prima e dopo? C'erano lui e Melania, la mattina del 10 febbraio 2003 in viale Jenner, a Milano, a rapire l'imam Abu Omar con un'azione condotta in spregio a qualsiasi norma del diritto internazionale (e anche di quello italiano)? Le detenzioni illegali e gli assassinii in giro per il mondo, in nome della "sacrosanta lotta al terrorismo", li ha inventati l'abominevole Donald?
       Una condotta illecita è una condotta illecita, chiunque la compia, che egli sia un "santo laico" o un "puttaniere sessista". I giudizi "a geometria variabile" hanno scarsa credibilità e non c'è peggiore compagno di viaggio - per i sostenitori della "naturale bontà" degli uomini - del "realismo politico", che è necessariamente cinico e crudele. Ne consegue che, se io faccio ciò che dico di voler fare, sarò certamente colpevole...di coerenza. Se io nego di voler essere uguale agli altri e affermo invece di essere un "naturale difensore dei diritti umani", non mi posso permettere UN SINGOLO scheletro nell'armadio, tanto meno "grandi cimiteri sotto la luna".
       Trump non è certamente un mito, anzi. Gli altri che lo hanno preceduto, però, appartengono alla più solida genìa di ipocriti mai comparsa sulla faccia della Terra.

                         Piero Visani

mercoledì 25 gennaio 2017

Scherza con i "trampi", ma lascia stare i santi (laici...)


       Alti lai da verginelle offese per una buona parte della stampa "dem(ente)" internazionale, a seguito della decisione di Donald Trump di erigere un muro al confine con il Messico. Scrive a tale proposito un quotidiano non propriamente eversivo ed iconoclastico come "Il Foglio": "il muro al confine con il Messico c’è già, l’opera fu cominciata nel 1994 da Clinton (Bill) e estesa nel 2006 con l’approvazione del Secure Fence Act, firmato da George W. Bush, e votato anche da 25 senatori democratici, tra cui Hillary Clinton e Barack Obama".
       Il problema, come sempre, è la "patente": se hai quella di "santo laico", puoi aver fatto le peggiori nefandezze, ma santo eri e santo resti. Il muro al confine tra Stati Uniti e Messico pare essere stato generato da lombi "nobilissimi" (la coppia Clinton, il mitico Obama). Non l'avevano completato - è vero - ma l'idea l'avevano avuta e avevano pure iniziato a metterla in pratica (non per 20 metri, ma per parecchie centinaia di chilometri). Ora Trump afferma di volerlo completare e ovviamente la colpa è tutta sua. C'è gente che a questo mondo nasce con un carico di colpe che nemmeno Hannibal Lecter... Al tempo stesso, c'è gente che al buon Hannibal somiglia parecchio, ma può vantare gli inarrivabili vantaggi della "santità". "Noblesse (démocratique: perdonate l'ossimoro, ma pare sfuggire a molti che di ossimoro si tratta...) oblige"...

                                       Piero Visani




Alto (s)gradimento


       Se sei sgradito ai "buoni" (autodefinentisi tali), ricordati che sarai oggetto, come in un catalogo degli orrori, di tutte le spiacevolezze e le mostruosità che denunciavano fino a ieri a tuo carico. Perché, o prendi atto del fatto che essi sono il nuovo "Herrenvolk" (il "popolo dei signori"), e ad esso ti inchini riverente, oppure scoprirai a tue spese che "razzismo", "sessismo" e altri "ismi" fino a ieri deprecati come orrori, possono benissimo essere utilizzati freddamente e sadicamente a tuo carico. Se non vuoi che sia così, adeguati e piegati al volere dei "buoni", altrimenti scoprirai - di nuovo a tue spese - che sono "buoni" assai bravi nel colpire a fondo e a freddo.
       In effetti, vedere i "buoni" in azione è una cosa che trovo altamente istruttiva: vedo fare porcate e crudeltà di livello tale che trovo utilissimo seguire nei dettagli, per apprendere. Ed eventualmente - "le cas écheant" - ricambiare...

                    Piero Visani

lunedì 23 gennaio 2017

Guerra e pace


       Il caso di Rigopiano evidenzia plasticamente come, tanto in guerra quanto in pace, l'italiano riesce a dare il meglio di sé se è in grado di mantenersi lontano da qualsiasi struttura collettiva dove possa andare ad "imboscarsi" qualcuno che dica di lavorare a nome degli altri.
      Come notava - con aurea riflessione - Paolo Caccia Dominioni durante la campagna in Nordafrica (1940-43), dove si trovava l'acqua, durante le frequenti avanzate e ritirate imposte dall'andamento delle operazioni, i tedeschi costruivano un rubinetto e mettevano un solo sottufficiale a distribuirla subito; gli italiani creavano una Direzione generale della Distribuzione idrica, che assegnava incarichi e scrivanie, mentre l'acqua alle unità combattenti arrivava quando e se arrivava.
       E' una notazione che lessi a 14-15 anni e che successivamente ha SEMPRE trovato riscontro nel corso delle mie esperienze. Così, sempre in guerra, fu una struttura ristretta a violare i porti di Suda, Gibilterra, Alessandria d'Egitto, mentre la Regia Marina faceva a gara per perderla, la guerra, con le sue Direzioni generali e i "veri traditori" poi diventati da persone in carne e ossa sistemi crittografici nel dopoguerra (per chi ci crede, ovviamente...).
       Siamo pieni di uomini e donne generosi e carichi di entusiasmo, ma pure di una flora (dire fauna li rende troppo vivaci...) che ha la colla spalmata sulle terga e da lì non la smuovi. Va sempre tutto bene, specie quando va tutto male, e le emergenze le misura ad ore, non a secondi. E' il suo modo di essere, dopo tutto si tratta di amebe, non di individui.
       Non abbiamo mai fatto tesoro di questi insegnamenti, che per noi comporterebbero Stato minimo, governo minimo, massimo decentramento e minimissime strutture burocratiche. Ma - lo sappiamo bene - ci sono tanti cervelli vuoti e tante bocche da sfamare e così ci siamo inventati il voto di scambio, quello che cui una classe politica di incapaci si fa eleggere da propri simili...
       Fine della storia e dell'Italia.

                          Piero Visani

Back to Normalcy


       Io per primo ieri ho ridacchiato un po' in merito alle "donzelle" (o "donlelle"...?) in giro per gli States a protestare contro il neo-presidente "sessista". Esaurite le battutelle, però, nessuno - io per primo - dovrebbe per un attimo dimenticare DOVE abbiamo solidamente piantate, da parecchio tempo, le classi dirigenti e burocratiche dell'Eurolager e dell'Italietta. Perché è giusto abbozzare un sorriso su quelle "che forse vorrebbero ma non possono", per evidenti motivi, però non dobbiamo in alcun modo dimenticare che molti di noi sicuramente NON vorrebbero, ma se lo trovano ugualmente ben piantato nelle terga dai demototalitari, con prevedibile difficoltà a toglierselo e il fastidio non solo fisico di doversi pure beccare lezioni di "morale". In una parola, milioni di soggetti che NON VORREBBERO, MA DEVONO... altrimenti sono accusabili di populismo (che a questo punto potrebbe anche apparire una variante di "popò"-lismo...).

       So che qualcuno deplorerà queste "volgarità", ma io ritengo che l'unica cosa volgare sia avere certi governanti e tenerseli. Volgare e follemente autolesionistico. Quanto ai "paludati", a coloro che nel bel mezzo del "trionfo della merda" discettano di stile, si avvicina il 27 del mese, dunque buon viaggio a ritirare il mensile e a dibattere su quei "massimi principi" che sempre più a fatica occultano l'assoluto Nulla...
       Per evocare Umberto Eco: "o apocalittici o immerdati". Scegliere.

                          Piero Visani

domenica 22 gennaio 2017

Blog "Sympathy for the Devil": 100.000 visualizzazioni!!!

       Quando ho iniziato questo blog, poco più di quattro anni fa, non sapevo se e quanto sarebbe durato, e soprattutto se avrebbe avuto dei lettori. Per contro, ne ha avuto un discreto numero fin dall'inizio e poi sono costantemente aumentati, ed oggi - considerato il fatto che si tratta di un blog fatto assolutamente da solo e senza mezzi - potrei addirittura trarci non un solo libro, ma più libri.
       Il suo maggiore merito è consistito nel riconciliarmi con la scrittura e nel farmi trovare parecchi nuovi lettori ed amici, oltre a ritrovarne molti altri, colpevolmente trascurati dal mio desiderio di fuggire dal mondo.
       Oggi è come un diario, per me, e cerco di curarlo per quanto posso. Avrei voglia di affrontare molti temi nuovi, ma purtroppo il blog non è intimo come un diario, per cui spesso esito e rinuncio a farlo. L'eccesso di apertura del proprio animo in Rete può risultare molto negativo e non gode nemmeno della copertura di ufficialità che viene in genere riservata ad un libro.
        Ci penserò su. Per l'intanto, ringrazio tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggermi: il post più letto ha avuto 1.338 visualizzazioni, il meno letto 6 (!), e di post ne ho scritti circa 2.850.
        Trattandosi di un blog molto individualistico, concentrato solo sui miei personali "gusti e disgusti", non solo politici, ma anche storici, estetici, psicologici, emotivi, è per me una sorpresa che possa aver avuto così tanti lettori, anche perché - come è chiaro - io scrivo solo per me, mai per politica e meno ancora per piaggeria. Vivo in questo luogo isolato, senza ambizioni od aspirazioni di alcun genere, se non che tenermi a distanza di sicurezza da ciò che, per convenzione, dicesi "genere umano".
       Grazie a tutte le lettrici e i lettori, comunque. Grazie per la loro cortesia e pazienza.

                     Piero Visani






Sorriso


       Il diritto di protestare è sacrosanto, per di più se ha luogo contro un presidente in carica da 24 ore ed è totalmente silente contro "Multibomber" Obama. Tale diritto va sempre tutelato.
       Vorrei però precisare una piccola cosa: che il Ku Klux Klan (KKK) possa avere simpatie per un repubblicano, cioè per un esponente del partito che fu dello "zio Abe" (Lincoln), è oggettivamente un po' difficile.
       Certo il Klan è ovviamente molto cambiato ed è diventato un fenomeno folkloristico, di quelli che vengono alimentati (anche finanziariamente) dai suoi nemici per contribuire alla costruzione di un'immagine del "cosiddetto Male" perfettamente in linea con la rappresentazione che ne danno i suoi avversari più ostili. 
      Tuttavia, questo patetico movimento da perfetta "eterogenesi dei fini" conserva un tale livello di avversione nei riguardi del partito repubblicano che i protestatari rischiano davvero di fare di ogni erba un fascio, accusandolo di simpatie siffatte.
       Per non parlare del fatto - ancora più divertente - che almeno Donald Trump i voti popolari li ha presi. Qui da noi siamo in sospensione "post-democratica" (sarà per caso una "post-verità"...?) dalla fine del 2011 e la cosa, in definitiva, non pare turbare alcuno, né gli eletti (che almeno passano a prendere lo stipendio...) né i "post-elettori" (che passano e continuano soprattutto a prendersela nelle terga, e sono solo all'inizio...).

                            Piero Visani

sabato 21 gennaio 2017

Blog "Sympathy for the Devil": Classifica dei post più letti (21 Dicembre 2016 - 20 Gennaio 2017)

       Questo mese ha confermato l'andamento di quello precedente: alcuni post con risultati brillantissimi, accompagnati però da un andamento quotidiano raramente inferiore alle 200 visualizzazioni, per cui il traguardo delle 100.000 visualizzazioni è ormai a un passo.
       L'elenco delle prime 15 posizioni nella classifica generale delle visualizzazioni evidenzia quanto segue:
  1. "Preparatevi alla guerra!", 1.338 (+1) - 02/07/2016;
  2. Salvatore Santangelo, "Gerussia" - Recensione, 982 (+775) - 17/12/2016;
  3. Non sarà il canto delle sirene, 888 (+10) - 06/08/2014;
  4. Carlo Fecia di Cossato, 830 (=) - 25/08/2015;
  5. It's just like starting over, 585 (=) - 11/12/2012;
  6. Storia della guerra - 14: L'esercito di Federico il Grande, 438 (+11) - 19/10/2013;
  7. L'islamizzazione del radicalismo, 329 (+1) - 03/07/2016;
  8. Non, je ne regrette rien, 304 (+4) - 29/12/2012;
  9. Umberto Visani, "Mai stati sulla Luna?" - Recensione, 265 (+41); 
  10. Una questione di stile: Giorgio Albertazzi, 250 (=) - 28/05/2016;
  11. Un'evidente discrasia (in margine ai fatti di Parigi), 224 (+15) - 08/01/2015;
  12. Elogio funebre del generale August-Wilhelm von Lignitz, 196 (+2) - 29/01/2014;
  13. Formal Dinner, 194 (+6) - 12/11/2016;
  14. JFK e lo "zio Adolf", 184 (+1) - 17/05/2013;
  15. Quantum mutatus ab illo!, 184 (=) - 20/05/2013.
       Risulta del tutto evidente che il grande protagonista di questo mese è il post Salvatore Santangelo, "Gerussia" - Recensione, che, con +775 visualizzazioni, è arrivato quasi a poco meno di mille visualizzazioni, raggiungendo la seconda posizione nella classifica generale e guadagnando ben 9 posti rispetto alla posizione precedente. Anche il post Umberto Visani, "Mai stati sulla Luna?" - Recensione (+41 visualizzazioni) è progredito di una posizione, passando dal decimo al nono posto. 
       Un ulteriore dato significativo è che, per poter essere inseriti ai massimi vertici della classifica generale ormai occorrono poco meno di 190 visualizzazioni, il che alza sempre più l'alticella per i post che ambiscano ad avere molto pubblico.
       Per quanto concerne invece i post che sono apparsi nel mese in oggetto, i tre risultati migliori sono stati raggiunti da Augusto Grandi, "Italia allo sbando" - Recensione (134 visualizzazioni); La "guerra mediatica" è già cominciata (105 visualizzazioni); Le conseguenze dell'imbecillità (100 visualizzazioni).
        Per concludere, le visualizzazioni sono salite a 99.500 circa e i post a circa 2.850, il che sta a significare che il numero medio di visualizzazioni per singolo post è passato da 34,5 a 35,0, per l'ennesimo mese consecutivo nuovo record del blog.

                           Piero Visani





Nostalgia della leva

       Essendo stato a suo tempo (fine anni Ottanta-primissimi anni Novanta), uno dei soli due firmatari (l'altro era Sergio Augusto Rossi) della relazione di minoranza (in sede CEMISS-CASD) favorevole alla transizione al servizio militare volontario, davvero mi riesce difficile comprendere tutta questa nostalgia della leva.
       Il mio obiettivo, all'epoca, era di eliminare l'obbrobrio della leva (sulla quale avevo raccolto centinaia di sapide testimonianze) e di puntare alla creazione di Forze Armate dove fosse possibile coltivare la crescita di una vocazione guerriera. Ero circa quarantenne, non più giovane ma certamente molto illuso, e capii subito che non ci sarebbe stato nulla da fare. Gli unici che mi aiutarono grandemente furono il generale Carlo Jean e il generale Goffredo Canino, ma per il resto meglio non parlarne.
       Mi riesce quindi difficile capire questa ricorrente nostalgia per il servizio di leva, che si fa più forte - manco a dirlo - in occasione di calamità naturali. Ora, premesso che le calamità "naturali" in Italia sono più frequenti che altrove a causa di un disprezzo assai diffuso per la natura, le leggi e il territorio, sarebbe più utile - a mio giudizio - farsi promotori di un eventuale servizio civile. Il problema è l'obbligatorietà: quale legittimità hanno oggi Stati e governi, nelle mani di piccole cricche elitarie infeudate a vari potentati, per imporre qualcosa che non sia il pagamento di tasse e gabelle? Se avessi un figlio di quell'età, dovrei anche metterlo al servizio - per sei mesi - delle inefficienze altrui? Per fortuna mio figlio è già oltre, in termini anagrafici, ma andare oggi alla ricerca di ricette assolutamente fallimentari come quella della leva, dei "nonnismi" e di una condizione militare che definire discutibile equivale ad essere molto caritatevoli, mi pare davvero folle.
       Come sempre accade, a livello metapolitico resta la conferma del fatto che anche chi a parole sostiene di no, vuole una condizione militare che sia la più vicina possibile a quella civile e che - naturalmente - non abbia alcunché di guerriero. Un bel carrozzone, per combattere conflitti incruenti contro neve e terremoti, per dare sfogo a frustrazioni personali con un po' di reviviscenza di "nonnismo", e per poter sostenere, con aria da uomini vissuti, che "il militare fa bene" (affermazione che, a livello di portati concettuali, equivale all'incirca a "non esistono più le mezze stagioni"...). Molto meglio fare come il Costa Rica, allora: non è che le Forze Armate le prescriva il medico...

                      Piero Visani




I populisti


       I "populisti" saranno certamente vicini al popolo solo a parole e faranno un sapiente uso della retorica. Però intercettano delle esigenze e dei bisogni veri. Uno che non arriva alla fine del mese, oppure è disoccupato e teme per il futuro suo e dei propri figli, delle geremiadi sulla globalizzazione e le migrazioni non se ne fa granché, anche perché in genere vengono pronunciate da soggetti lautamente stipendiati (in forma inversamente proporzionale alle loro effettive capacità), che vivono in splendide ville, girano il mondo a spese nostre e fanno vacanze in luoghi esclusivi. CHE COSTORO SIANO EGALITARI E' ALTAMENTE DIVERTENTE: LA LORO SOLA CONDIZIONE ECONOMICO-SOCIALE DIMOSTRA CHE NON LO SONO AFFATTO...

                     Piero Visani

Ci sono "massacri" e massacri...


       L'"eletta schiera" dei "buonisti" occidentali un tanto al chilo, evidenzia una fortissima sensibilità per i "massacri" (veri o presunti che siano) che si svolgono a livello internazionale, ad esempio a proposito dei fenomeni migratori, per non citarne che uno.
      Silenzio assoluto, per contro, sul massacro sociale evidenziato ieri da Donald Trump nel suo discorso di insediamento. Quello va bene, non crea problemi, in quanto rende sempre più ricche élites e caste, e sempre più povero il resto della società.
        Siamo alla teoria del "massacro selettivo": quello che giova a noi, va bene; quello che ci nuoce, no. Gli amanti dell'eguaglianza (a parole) sono soggetti assolutamente deliziosi, specie se condividi il loro reddito...

                Piero Visani

"Fermare il massacro"


       Fermare il massacro che sta uccidendo tutti quanti vivono nelle democrazie totalitarie e non fanno parte delle caste. E' un programma sicuramente enunciato in forma retorica, sicuramente ambizioso, sicuramente in parte infondato. Però - da massacrato - lo trovo condivisibile.

                             Piero Visani

Democrazia


       Il livello di assoluta intolleranza con cui alcune reti televisive hanno seguito l'insediamento di Trump vale più di mille discorsi sulla democrazia totalitaria, sistema politico nel quale sono ammessi SOLO coloro che condividono il pensiero unico e dominante.
       Mi sono divertito parecchio, perché è l'azione che LEGITTIMA la reazione. Chiaro, no...?

                              Piero Visani

Accoglienza e...dimenticanza


       Da uno zapping continuato su vari programmi televisivi, ormai è chiaro che, di questo Stato, funziona solo più - e naturalmente soltanto verso il basso - la leva fiscale. Per il resto, aiutati che - se sei credente - il ciel ti aiuta. Altrimenti, auguri di buona morte.
       Pare che fossero i regimi schiavisti quelli in cui si avevano solo doveri e nessun diritto. La Marina Militare va a prelevare i migranti in mare per alimentare (immagino inconsapevolmente) una vergognosa speculazione politico-finanziaria. Per il resto - se riesci ancora ad averne una - c'è Mastercard...
       E poi una "chicca" magnifica, sulla "gestione dell'emergenza": telefoni in prefettura alle 17 e ti dicono che, nel luogo che denunci come disastrato, "fino alle 15 era tutto ok". Evidentemente pensavano che l'emergenza avesse i tempi della burocrazia italiana... La stupidità fa molte più vittime della crudeltà.


                    Piero Visani

venerdì 20 gennaio 2017

Democrazia piramidale


       L'esistenza di cittadini di serie A (la casta), di serie B (i migranti), di serie C (gli autoctoni), di serie D (gli autoctoni terremotati e innevati) evidenzia un ulteriore salto di qualità (verso il basso, ovviamente, altri non ne sa fare...) del sistema vigente.
       L'importante è avere fede. Tra l'altro il comportamento è tipicamente curial-ecclesiastico: come quando un poveraccio, travolto da mille disgrazie, si rivolge ad un prete per assistenza e sostegno, e si sente dire - "è stata fatta la volontà di Dio!" -, nel caso di specie, se mai venisse in mente a qualcuno di formulare rimostranze, gli verrà ricordato che è "il migliore dei sistemi possibili" e un po' di fame e di freddo (ovviamente se provati da altri) non hanno mai fatto male a nessuno. Per ora si astengono dal dire che "temprano", saprebbe troppo di "etica guerriera", ma non è detto che, lungo la splendida strada dell'"armatevi e partite", non si arrivi anche a questo...

                        Piero Visani

Accoglienza e... dimenticanza


       Da uno zapping continuato su vari programmi televisivi, ormai è chiaro che, di questo Stato, funziona solo più - e naturalmente soltanto verso il basso - la leva fiscale. Per il resto, aiutati che - se sei credente - il ciel ti aiuta. Altrimenti, auguri di buona morte.
       Pare che fossero i regimi schiavisti quelli in cui si avevano solo doveri e nessun diritto. La Marina Militare va a prelevare i migranti in mare per alimentare (immagino inconsapevolmente) una vergognosa speculazione politico-finanziaria. Per il resto - se riesci ancora ad averne una - c'è Mastercard...
       E poi una "chicca" magnifica, sulla "gestione dell'emergenza": telefoni in prefettura alle 17 e ti dicono che, nel luogo che denunci come disastrato, "fino alle 15 era tutto ok". Evidentemente pensavano che l'emergenza avesse i tempi della burocrazia italiana... La stupidità fa molte più vittime della crudeltà.

                    Piero Visani

giovedì 19 gennaio 2017

I giorni dell'odio

       Tu hai fame, e lui ti presenta il suo conto.
       Tu hai freddo, e lui ti presenta il suo conto.
       Tu ti meravigli della sua totale insensibilità di fronte a condizioni oggettivamente difficili, per non dire insostenibili, e lui scrolla le spalle e ti presenta il suo conto. Non sei neppure sicuro che lui abbia una vaga idea del fatto che la vita passa del tutto al di fuori dei conti. Carente di immaginazione dalla nascita, per lui i conti sono la vita e la vita sono i conti.  
       Comincia a darti fastidio, quella sua insensibilità ti fa orrore, perché non chiedi comprensione per te, ma per chi sta infinitamente peggio di te. Si irrita: bisogna far quadrare i conti, tutto il resto (è una scelta di parole voluta) non conta.
       Sembra che viva per i soldi, ed è veramente così, perché, grazie ai tuoi soldi, lui fa una vita da nababbo, tra viaggi, vacanze, ristoranti di lusso, abiti firmati, gioielli e auto di prestigio. Non conosce la vita di quelli che stanno a livelli molto più bassi di lui, e non la vuole conoscere. Vuole solo che quadrino i conti, perché in quel modo è sicuro che la sua condizione privilegiata durerà in eterno, per lui e la sua progenie.
       Soffre di una certa limitazione: non sente montare l'odio contro di sé e i suoi simili, ma ha già pensato di provvedervi da tempo: pacifismo, buonismo, crescente femminilizzazione della società, espulsione dalla medesima dei valori guerrieri, richiesta di adeguamento a un "politicamente corretto" che in realtà altro non è che un "politicamente costretto". La violenza, nelle sue intenzioni alquanto capziose, avrebbe dovuto essere espulsa dalla società e invece chiunque ci viva immerso (ma il politico e il burocrate non ci vivono immersi) sa che la violenza ormai pervade tutto, così come una collera sorda, pronta ad esplodere per un nonnulla.
       Eppure la collera monta, la rabbia si fa livida; si constata dolorosamente che gli autoctoni non godono di alcuno dei diritti riservati ai migranti, o tanto meno delle prebende, ma hanno solo il diritto a pagare, pagare conti per baratri finanziari che non è stato certo il cittadino comune ad aprire.
       Nulla di tutto questo autorizza a pensare all'aprirsi di chissà quali scenari, però - per fare un esempio molto semplice - è come se uno avesse un'automobile che produce strani scricchiolii e avesse deciso di non farci caso e di continuare ad usarla come se niente fosse: può avere fortuna, e non incappare in alcun problema, ma potrebbe anche non averla, e rimanere per strada...
       La totale insensibilità di cui stanno dando prova, di fronte al collasso di Paesi come la Grecia e l'Italia, i burocrati dell'Eurolager, è - come tutti i deliberati spargimenti di dolore, sofferenza e miseria - una strada altamente a rischio, poiché chi non ha pietà dei propri simili, di altri esseri umani, di persone che, a differenza dei migranti, non possono essere oggetto di speculazione e lauti guadagni, difficilmente potrà sperare che ve ne sarà per lui. I tempi della Storia e della cronaca sono in fase di potentissima accelerazione e chi semina venti di dolore, sopraffazione, insensibilità e osceno privilegio, per far quadrare i propri conti a spese altrui, è inevitabilmente destinato a raccogliere grandi tempeste. Quando, mi chiederanno in molti? Non lo so e neppure mi interessa. Posso solo dire che anche il 13 luglio 1789 la Francia pareva complessivamente tranquilla. Come in tutte le cose, poiché siamo mortali, verrà la morte: sta a noi decidere di chi avrà gli occhi...

                                    Piero Visani



  

mercoledì 18 gennaio 2017

Augusto Grandi, "Italia allo sbando" - Recensione

       Benché io sia una personalità relativamente semplice, sono spesso oggetto di prevenzioni e grandi fraintendimenti per la mia naturale e spiccata inclinazione a non farmi prendere in giro. Mi piacciono le persone sincere e, quando comincio a sentire una quantità significativa di stupidaggini spacciate come "verità scientifiche", non solo la cosa mi dà fastidio, ma lo dico proprio. Tendenzialmente, parlo molto poco e prediligo il silenzio, a condizione che l'interlocutore rispetti la mia modesta intelligenza. Se mi prende per scemo, allora glielo faccio notare: capire poco non equivale a capire nulla...
       Quando leggo, su un libro come quello di Augusto Grandi, Italia allo sbando (Eclettica Edizioni, Massa 2016), una frase come la seguente: "Il Sistema Italia è basato sulla fedeltà degli incapaci. Ai quali viene affidata la gestione dei gangli vitali di questo Paese", potete stare certi che, se non conoscessi l'Autore da poco meno di mezzo secolo e non avessi potuto fruire (insieme a Marco Tarchi) della sua "protezione" professionale ravvicinata in occasione di una ormai storica conferenza di presentazione della "Nuova Destra" in uno dei luoghi di culto dell'antifascismo torinese, il liceo classico "Massimo d'Azeglio", sarei corso a chiedere la sua amicizia, della quale invece fortunatamente mi onora, perché la figura che amo di più - Gramsci mi perdonerà - è quella dell'intellettuale disorganico, aggettivo che si contrappone anche plasticamente a quell'"organico" che, in riferimento all'intellettualità italiana, è solo una corretta ma indispensabile precisazione coprologica.
      Augusto Grandi è personaggio poliedrico, che ho visto nascere in un certo modo, in talune frequentazioni "carmagnolesche" di una vita fa e che poi ho visto evolvere nel migliore dei modi, sempre attento a non vendersi. Basti pensare - giusto un tocco di classe per illustrare la lungimiranza del Centrodestra locale... - che, in dieci anni di governo berlusconiano della Regione Piemonte, il solo fatto che egli giudicasse gli esponenti del medesimo quali ectoplasmatici rappresentanti del più assoluto nulla, e non lo nascondesse minimamente, ha fatto sì che il suo innegabile talento giornalistico e comunicativo non fosse mai utilizzato, preferendogli qualche servile untorello di turno, capace soprattutto di accelerare il ritorno del Centrosinistra al potere.
       Del suo modo di scrivere, e di essere, amo il fatto che è nato incendiario e non è mai diventato pompiere, e non si è venduto né per quattro lire né per quattro milioni di euro. Una schiena diritta, figura rarissima in quella che fu la Destra italiana. Capace di mantenersi con i suoi (notevoli) talenti, senza dover pietire incarichi o acquisire residenze monegasche.
       Tale dirittura morale emerge ovviamente anche dalle pagine di questo aureo libro, dove - invece che comportarsi come molti (presunti) intellettuali italiani, vale a dire mettendo la sordina sui problemi nazionali - li evidenzia tutti, con estremo vigore e senza fare sconti ad alcuno.
        Durissima è la sua requisitoria contro una classe politica che ha affossato la Nazione, così come non meno dura lo è nei confronti di un ceto imprenditoriale composto, nella maggior parte dei casi, da "padroni delle ferriere" ignoranti, autoreferenziali, miopi e ben decisi anch'essi a farsi strumentali al disegno politico-burocratico di trasformare i cittadini italiani dapprima in sudditi e poi in schiavi.
       Né se la cavano meglio certi manager, arrivati ad incarichi di prestigio perché "figli di..." (ufficiali o meno che fossero) e capaci soprattutto di sommare disastri, uno dopo l'altro.
       L'analisi di Grandi procede impietosa, evidenziando come un insieme di scelte ostili ai valori della qualità, della formazione di competenze, della cultura, abbia completamente distrutto un Paese, anche grazie - e questo mi piace ancora di più, della estrema sincerità dell'Autore - alla compiaciuta complicità di un popolo che "è antisistema solo perché è ancora in attesa [speranzosa, mi permetto di aggiungere io] di essere cooptato".
       E' un'Italia allo sbando, quella che Grandi descrive con precisione chirurgica. Riuscirà mai a rialzarsi? Se i suoi abitanti vorranno cessare di "fare i furbi" a tutti i costi, forse una possibilità l'avrebbe. Tuttavia, devo ammettere che - come "esule in Patria" da quando avevo solo 14 anni - la cosa mi interessa poco o punto. Personalmente, a questa ingrata Patria, che certamente non avrà le mie ossa, mi riesce solo di augurare il disastro totale, quello che, nei suoi quotidiani 8 settembre, legittimamente merita.

                                  Piero Visani




La scoperta dell'acqua calda


       Il "Corriere della Sera" di oggi, sempre in cerca di scoop, scrive che il segretario del partito comunista cinese, Xi Jinping, ha parlato ieri come Tony Blair dieci anni fa o Bill Clinton venti. Interessante constatare che il grande quotidiano italiano, nel momento in cui ci si interroga sul prevedibile futuro della grande stampa, in perdita netta di lettori, si ponga quesiti che la mitica "casalinga di Voghera" aveva già risolto da tempo: la globalizzazione è un'alleanza storica tra "beati possidentes" - siano essi comunisti, socialisti, liberaldemocratici e quant'altro viene offerto dalla cloaca politicante - a carico di miliardi di schiavi, ridotti a un'esistenza di mera sopravvivenza. Bene, davvero lo ignoravamo. Dicono tutti la stessa cosa e fottono tutti il popolo alla medesima maniera. Ah, quale orribile populista sono!!

                                   Piero Visani

La competenza


       Dopo alcuni decenni di "sfascismo" e di furti, pare che in questa "repubblica delle banane" si maturino "competenze di governo". NON ne possiedo e - ovviamente - vorrei continuare a NON possederne. 
       Pare che, facendo affermazioni del genere, si entri di diritto nell'"antipolitica". Ne consegue che la politica sarebbe quindi fatta di "sfascismo" e di furti? D'accordo che non sono un elettore medio, però affinare un po' l'analisi è forse chiedere troppo, agli stipendiati apologeti del sistema del disastro organizzato (e compiaciuto, direi...)?

                             Piero Visani

Maggie (or Theresa) May

      Sono a conoscenza di tutti i pregiudizi che corrono a carico di Theresa May, del ruolo britannico nella storia del mondo, etc. etc. Non intendo contestarne alcuno, perché li ritengo fondati. Guardo però al momento storico che stiamo vivendo e nel quale - ahimè - sono profondamente immerso anche io. Vedo un Eurolager a palese dominazione tedesca, un'ipotetica "Gerussia" di cui ancora devo capire i lineamenti, e poi vedo atti concreti. La Brexit è uno di questi e, comunque la si giudichi, è un atto rivoluzionario. E' la rivoluzione di chi ha compreso che non l'Europa ma questa Unione Europea non porta da alcuna parte, se non al collasso più totale delle sue classi medio-basse e al declino inarrestabile del Vecchio Continente.
       E' già partito da tempo il "si salvi chi può!", ma, a parte le formazioni politiche populiste, molte delle quali non sanno e non vogliono andare al di là dell'ostilità alle correnti migratorie, non c'è stata quasi nessuna risposta attiva a livello di governi.
       Su questo sfondo, la Brexit è stata una semplice uscita, fatta magari sbattendo la porta, ma le analisi che conducono alle solite teorie sul Regno Unito come 51a stella degli USA non dicono tutto, non ricordano le incomprensioni di vecchia data e le rivalità che esistono tra i due Paesi. Certo, un'Europa unita, capace di candidarsi a soggetto politico in un mondo multipolare, sarebbe la soluzione di gran lunga preferibile, ma un'accolita di burocrati e di politici di quart'ordine, al soldo di tutti i potentati della finanza internazionale, quelli che hanno fatto dell'Europa "un [ex]gigante economico, un nano politico e un verme militare", hanno la possibilità di dire qualcosa di serio e sensato in tal senso?
      Al momento, paiono tutti intenti a cantare alcune strofe della celebre canzone di Rod Stewart:

Oh Maggie I wish I'd never seen your face

ma questa risibile presa di distanze sta solo ad indicare che NON hanno una politica nei confronti di una leader che pare avere, a differenza loro, una certa consistenza, visto che, pur essendo stata favorevole al "remain" nell'UE, una volta diventata primo ministro si è preoccupata solo di interpretare al meglio la volontà dell'elettorato e di scegliere l'unica strada che rimane al Regno Unito per avere ancora qualcosa da dire al resto del mondo: una rotta di collisione nei riguardi di tutte le follie in cui è immerso l'Eurolager. Dunque agevolazioni fiscali ad ampio spettro, riduzione delle tasse, ripresa di fiducia nel settore secondario (quello dell'industria) e non solo cieca fede nel terziario, potenziamento delle capacità di proiezione globale della Royal Navy, con il varo di due grandi portaerei da oltre 72.000 tonnellate. Una Gran Bretagna globale per un mondo multipolare.
       Pragmatici come sempre, gli inglesi sono consapevoli da secoli che, in un mondo multipolare, si sopravvive facendo affari, incrementando i commerci (e non la fiscalità di rapina) e dotandosi di una solida capacità militare, che David Cameron (il Renzi locale), aveva ridotto sotto ogni accettabile limite, suscitando le veementi proteste degli ambienti militari.
       Ma non c'è solo questo, perché - come illustrano con chiarezza John Milbank e Adrian Pabst nell'ultimo numero (il 75) di "Aspenia" - Theresa May sta prendendo anche nettamente le distanze dal liberalismo cieco e affamatore, per puntare verso un'economia più etica, di natura meno societaria e più comunitaria, allineandosi per certi versi ai principali portati dell'economia fondamentale, teoria che non per nulla è nata nel Regno Unito per denunciate le storture del liberalismo capitalista più speculativo.
       Non è un elogio acritico, il mio. E' la semplice sottolineatura dell'importanza - in politica come in qualsiasi altra cosa - di non rimanere passivamente legati a un sistema politico-economico che non funziona. L'Eurolager non funziona, salvo che per la Germania e qualche suo manutengolo. Per il resto dell'Europa è un autentico disastro. Ergo: o cambiare o perire. La Gran Bretagna di Theresa May l'ha compreso e si sta muovendo per vedere se, almeno essa, riuscirà a salvarsi dal collasso europeo prossimo venturo. Legittimo criticarla, ma impossibile non capirla: nessuno si vota deliberatamente alla morte, a meno che non sia o stolto o complice o suicida...

                                              Piero Visani




Gli indecenti


       Non sono un simpatizzante 5 Stelle, ma non mi è dispiaciuta ieri Virginia Raggi, sottoposta a fuoco di fila di domande da Giovanni Floris a "di Martedì". Con calma olimpica, ha smontato un meccanismo di attacco di infinita modestia, quello per cui, se sei sindaco da qualche mese, sei altresì responsabile dell'infinità di nequizie che sono state compiute nella Capitale negli ultimi settant'anni.
       Il modo migliore per smontare questo meccanismo assolutamente patetico (ma insidioso) consiste nell'evidenziarne ripetitività e ossessività. La Raggi lo ha fatto.
      Avrà sicuramente commesso errori e a Roma funzionerà niente, ma è vittima dello stesso meccanismo mediatico che ha portato alla "santificazione laica" della Appendino a Torino, la quale ha l'unico "merito" di essersi resa disponibile a un'operazione di vertice che ha visto coinvolti il Governatore della Regione e i "poteri forti" cittadini. E naturalmente "Il Sole - 24 Ore", grancassa (invero del tutto sfondata...) di questi poteri, si è prestato al ruolo non gratuito di camera d'eco.
       Tuttavia, per un professionista della comunicazione, vedere gente che è finita in televisione dopo anni di leccaterghismo di sistema, che rimprovera a una signora appena entrata in carica la responsabilità di un disastro pluridecennale, è davvero divertente.
       Ancora più divertente è quando si avanza la richiesta di "garanzie" del M5S nel caso gli elettori lo mandassero al governo e dovesse nominare ministri e sottosegretari: vuoi vedere che non ci sarà nessuno in grado di "eguagliare" Alfano agli Esteri, la Boschi, la Madia, Poletti e l'enorme pletora di dilettanti allo sbaraglio che compone l'attuale esecutivo? E questo "tripudio di competenti e competenze", come mai è riuscito a fare dell'Italia un Paese dal quale occorre solo scappare, per "disastro acclarato"?
      E tutto questo - secondo "dotti, medici e sapienti" nostrani, così legati a prebendine e vitalizi - sarebbe un sistema democratico riuscito? Per fortuna, sono anni che mi sono dimesso da italiano. Perché i disastri commessi da incompetenti totali li posso capire, ma le prese per i fondelli messe in atto dai loro corifei (a pagamento...) fanno torto alla mia pur modestissima intelligenza e sentirmi spiegare la "democrazia" da ladri, criminali e totalitari, e dai loro lacchè, mi ha veramento rotto...

                                Piero Visani

martedì 17 gennaio 2017

Un consiglio d'amico a Theresa May


     Creare un bel paradiso fiscale, ma di quelli con i controfiocchi, subito al di là della Manica, in Inghilterra. Se poi gli scozzesi, popolo notoriamente masochista, dovessero voler tornare nell'Eurolager, nessun problema: hanno fatto tali e tante cappelle, nella loro lunga storia, che una più una meno...
       Un paradisco fiscale serio, da Dover a Berwick-upon-Tweed, comporterebbe che tutta la casta dell'Eurolager, che oggi deve volare fino al Caribe per occultare i capitali depredati a noi poveri underdog, dovrebbe prendere solo un voletto fino alla City, per poter fare con tranquillità, ovviamente con il dovuto scudo di fiduciarie e prestanome, quello che ha sempre fatto - esportare denaro - naturalmente CONTINUANDO LA SUA SANTA BATTAGLIA CONTRO L'IMMORALITA' DELL'EVASIONE FISCALE...
       Questa è la politica che piace ai sudditi dell'Eurolager: compiacere i propri kapò. Non sarò certo io a dolermene. Io faccio appello a "santa" Theresa... Il Paese mi piace e, se non potrò andare in Scozia, troverò rifugio in qualche area deserta della Cumbria. Ma per non pagare soldi ai moralisti della fiscalità (solo) per gli altri, andrei anche a fare il guardiano di un faro.

                                 Piero Visani