martedì 11 luglio 2017

Due romanzi

       Sono lieto di aver scritto due romanzi in tempi davvero molto brevi. Il primo è già stato consegnato all'editore ed uscirà dopo l'estate; sul secondo sto ancora lavorando per affinarne i contenuti.
       Lo stimolo a scrivere è sicuramente venuto sotto forma di scrittura terapeutica, ma poi, procedendo nella stesura, mi sono reso conto che era molto di più, era la chiave interpretativa di esperienze che ritenevo di aver compiuto in forma bilaterale o trilaterale e che invece erano puramente individuali e addirittura solipsistiche. In questo mi hanno aiutato le frequenti riletture del testo, le quali mi hanno fatto comprendere che si trattava di storie che forse io avevo anche potuto aver ritenuto vere, ma che in realtà erano puri parti della mia fantasia. Me lo avevano dimostrato, con ampia facoltà di prova, le reazioni che avevo avuto da parte delle diverse protagoniste.
       A quel punto, la natura dei miei due romanzi è mutata: non più il racconto - per quanto inevitabilmente soggettivo - di un'esperienza, ma il resoconto di un percorso solipsistico in cui io avevo ritenuto di non essere solo, e invece lo ero, e totalmente.
       Così, senza volerlo e per strade che non avevo previsto, sono ritornato alla scrittura terapeutica e ne sono molto lieto, perché mi sono accorto di avere fatto, sia pure con tutti i miei limiti, ciò che deve fare un vero romanziere: inventarsi tutto.
      Questo mi ha molto giovato, perché mi ha consegnato a una condizione di vera atarassia, nella quale in primo luogo posso ridere di me e della mia stupidità e, in secondo luogo, posso guardare con occhio molto distaccato ad eventuali affermazioni, contestazioni, rimbrotti che vengono fatti a mio carico da persone che evidentemente si immaginano potenziali protagoniste di queste storie. No, non è così, mi sono inventato tutto: i miei personaggi sono totalmente irreali e quello che ho vissuto dalla fine del 2010 all'inizio del 2017 è il frutto di un trip onirico che racconterò volentieri agli eventuali lettori. Realtà zero, solo forte inventiva autoriale. Se per caso in quegli anni un mio "doppio" è comparso da qualche parte o ha conosciuto qualche persona, quello non ero io, quella non era lei. Dunque silenzio assoluto e campo libero alla scrittura.

                              Piero Visani



1 commento:

  1. Come ti capisco ! Anch'io mi sono resa conto di aver avuto troppa fantasia,rielaborato ciò che ritenevo possibile realtà 😯😩😩😷

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